I bambini sono esseri molto attivi e capaci di fare le loro scelte e prendere le loro iniziative. È difficile per noi genitori, non interferire nelle loro evoluzioni e quindi lasciarli liberi di sperimentare lo spazio che li circonda. Siamo sempre convinti che aiutarli a sedersi o a camminare sia necessario per insegnare loro a intraprendere una certa azione. In realtà numerosi studi hanno dimostrato come la nostra interferenza sia talvolta nociva per il loro corretto sviluppo.

È stato per me illuminante scoprire come il movimento libero sia una necessità vitale del bambino e come lo sviluppo motorio e quello del pensiero siano strettamente collegati e dipendenti uno dall’altro. In buona sostanza la scoperta del mondo esterno e le associazioni di pensiero ad esso connesse derivano dalla scoperta fisica dello spazio. Tutte le loro attività motorie formano quel gruppo di capacità che noi definiamo mentali, come la memoria, il pensiero, la percezione, il linguaggio e altro.  Avevate mai pensato al fatto che attraverso il movimento un bambino è capace di dare una valutazione propria degli oggetti e della realtà che lo circonda?

Per esempio la ripetitività delle nostre azioni e di quelle del bambino formano la memoria! Ho trovato questa cosa molto affascinante e interessante per capire come aiutare la mia bimba a sviluppare le proprie abilità. In questo panorama, sono riuscita a comprende come mai le attività dei neonati e dei bimbi in generale devono essere quanto più libere possibili. Non necessitano neanche di giochi iper complessi, anzi, alcuni sono addirittura nocivi. Le azioni quotidiane e la nostra interazione sono le migliori palestre! Leggendo e esplorando a fondo, complici fantastici libri come “Cosa aspettarsi, il primo anno” e riviste famose come Uppa.it, ho anche appreso come le routine, necessarie per i primi mesi di vita, diventano ancora più fondamentali con il passare dei mesi. Infatti, queste aiutano il controllo sull’ambiente che li circonda e quindi la fiducia nelle proprie abilità.

La prima pediatra a intraprendere studi in questa direzione è ungherese, Emmi Pikler. I suoi studi risalgono agli anni ‘40-‘50 e sono stati avvallati da numerosi altri ricercatori nel corso degli anni. Secondo le sue ricerche l’intervento diretto di un adulto nella progressione dello sviluppo motorio del bambino non facilita l’acquisizione di tali abilità. Il bambino necessita di un ambiente sicuro dove poter esplorare il suo corpo ed esercitare i suoi movimenti. Quando messo a testa in giù, progressivamente sarà in grado di assumere le diverse posizioni, anche di sedersi e di alzarsi in piedi. Il compito dei genitori sarà quindi quello di far sentire il bimbo al sicuro con la propria presenza, instaurando con lui una relazione affettiva che si basa sul rispetto e la fiducia nelle sue potenzialità. Noi genitori aiutiamo i bimbi a dare significato e consapevolezza a certe cose e su come esse possano essere fatte, mostrandogli le nostre azioni parlando con loro e osservando e ascoltando i bimbi mentre le ripetono. Tutto ciò che noi definiamo “disciplina” è appunto questo, aiutare i nostri bimbi a controllare il proprio comportamento, essendo noi i principali esempi per loro. Secondo la Pilker e numerosi altri dopo di lei, il nostro più grande regalo per i nostri figli è concedere loro tempo e occasioni per scoprire, creare, innamorarsi e fantasticare nell’ambiente che li circonda.

In questa cornice montessoriana, il girello è uno strumento considerato dannoso, perché non lascia al bimbo la possibilità di muovere testa e gambe in maniera libera, costringendolo in una posizione che impedisce al bimbo di allenare in maniera corretta la sua muscolatura così come il suo equilibrio e la sua “abilità di cadere”.

Oggi è superata la concezione secondo la quale i neonati sono per lo più esseri passivi e incapaci di prendere iniziative. Al contrario, i neonati sono persone in grado di costruire rapporti significativi con il mondo esterno e capaci di prendere iniziative. Questa è una base importante per orientare noi genitori a interagire con loro nel giusto modo.

Ma quindi quali attività fare con loro? 

Sicuramente lasciare i bimbi liberi di sperimentare e muoversi nello spazio è una di queste! Tuttavia, quali altre attività interattive fare? Come gestire il tempo di gioco con il neonato? Per la mia esperienza uno strumento davvero utile in questo senso è l’app Kinedu. Davvero ben fatta. Per sbloccare tutte le attività c’è da pagare un abbonamento annuale di circa 35 euro o mensile di circa 9 euro, tuttavia è possibile installarla gratuitamente, due attività a settimana sono infatti gratuite. L’app è fatta molto bene, le attività si dividono in base alla parte di cervello interessata dallo sviluppo e per ogni attività il video spiega quali abilità si andranno a stimolare con la sua ripetizione. Con l’abbonamento l’app suggerisce un set di attività da fare ogni giorno, in base all’età del bimbo e alla sua evoluzione, di cui tiene traccia grazie agli input del genitore.

Buon divertimento a tutti i genitori e a tutti i fantastici bimbi!

Alla prossima,

Romina

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