Care Pradine e (soprattutto) Pradini,

udite, udite! Anzi leggete, leggete.

Come al solito quando arriva lui ci prende per mano e ci conduce in luoghi magici. Questa volta lo farà per scopi ben precisi, ma diciamo che anche se non ci dovessero essere, sarà comunque un piacere seguire i suoi ottimi consigli. Ovviamente parliamo sempre di bei posti, di cibi deliziosi e di vini sublimi. Parliamo della #winefidelity e delle Top 5 di Giovanni Ventrelli!

A lui la parola 😉

Baci,

Danielita


Fa caldo, caldissimo. In questi giorni, in tutta Italia abbiamo sfiorato i 40 gradi, con livelli di umidità tropicali. Non si respira, non si “vive”. Ma la notte, la notte no.

Qui da noi al sud uscire a orari “spagnoli” è più che normale, quando la calura si indebolisce e i venti di mare incominciano a circolare, portando sollievo a giornate lunghe, complicate ed inesorabili, che non ti aspettano ma che, alla fine, finiscono come tutte le altre. E allora, dopo tante ore, tanti giorni e, a volte, tante settimane di attesa arriva il momento della prima uscita.

Insomma, il primo appuntamento. E quasi sempre ti chiedi cosa fare, dove andare e perché. Il dilemma dell’adeguatezza tra scelta e momento ci caratterizza, ma la via d’uscita per me è sempre stata unica e sola: il tempo. Tutto ciò che scriverò dopo sarà, spero, una buona lettura estiva ma ciò che conta è il dono del tempo alla persona con cui trascorrerete un pomeriggio, una serata o magari una notte.

Il tempo è un valore, dimenticarsi del suo scandire è il primo elemento di un incontro memorabile. Se potete, e se nella vita non fate i salvamondo di professione, allontanate il vostro telefono, mettetelo da parte. E concentratevi. Occhi, naso, orecchie.

Come vi ho spiegato nella mia prima storia, per stilare queste classifiche ho delle regole ben precise, ma alla fine sono solo le mie storie e i miei posti. In Puglia, ci sono tanti luoghi perfetti per un primo appuntamento, soprattutto quando fa caldo. E tante situazioni perfette, anzi perfettibili. Ché la perfezione non esiste e l’imperfezione sempre sarà l’elemento di fascino di un’esperienza.

Filosofia a parte, eccola qui la “top five” del primo appuntamento quando fa caldo.

1 – Valle d’Itria

Un must, ancora un po’ nascosto, per chi gravita tra Bari, Brindisi e la Valle d’Itria: Masseria Anticalama, in Contrada Torre Spaccata a Pezze di Greco, un fazzoletto di terra tra mare e colli di quella parte di Puglia che brilla di magia. All’arrivo, in una comune via fuori paese sembra quasi di aver sbagliato destinazione. La prima volta mi chiesi dove fossi finito, maledicendo il navigatore e i suoi percorsi contorti, non trovandomi da solo e con il timore di una figuraccia. Una piccola targa con il nome del posto e capii di essere lì dove volevo. Varcata la porta, vi si presenterà quello che a me sembrò, e sempre mi sembra ogni qualvolta ci rimetto piede, un piccolo labirinto di siepi, composto da viuzze intersecate tra loro e ricche di vegetazione. Il fascino dell’ingresso alimenta la misteriosità del luogo. Superato il “labirintino”, si entra nella masseria compiendo una camminata breve di discese e scalini, con pietra viva ai muri e a terra. Senza incontrare anima viva, si arriva all’ipogeo, dove è lecito chiedersi se si è in un fumetto di Dylan Dog o in un film di Kubrick. Raccontare troppo è peccato, lascio a voi la scoperta. Passata l’area interna, si giunge all’incanto. Ulivi secolari, catenarie di lucine bianche, colonne di tufo e tavoli sotto pergolati di vite. Il menù è assolutamente locale, dove la pasta fresca di tradizione regna sovrana. I vini sono rigorosamente regionali. Un buon rosato pugliese, fresco e speziato come il Girofle Rosé da negroamaro della salentina famiglia Garofano sarà un abbinamento ideale per concentrarvi sulla bellezza del luogo e su quella di chi vi è di fronte. Un vino che si fa scorrere nei calici, passando di piatto in piatto senza accusare un colpo. Leale, piacevole, sinuosamente pugliese. Tutto il resto, ne sono certo, arriverà e sarà difficile da dimenticare.

2 – Putignano

Ci spostiamo sui monti della murgia barese, per l’esattezza a Putignano. In estate, in collina, con quella temperatura da giacca sulle spalle a sera, sì. Ho sempre pensato che un momento di conoscenza più intima, che di per sé è cosa profonda e complessa, debba essere accompagnato da una cucina accogliente, da piatti che ti lasciano sensazioni confortevoli, da un ambiente informale e “caldo”. La cucina non deve distogliere, al contrario deve aiutare a concentrarsi su chi condivide con te il momento. A questo, unite la straordinaria “verve” della cucina di Stefano D’Onghia e l’accoglienza familiare e discreta allo stesso tempo di sua moglie Valentina e il risultato è sotto il nome di Botteghe Antiche, una delle migliori osterie di Puglia, nel centro storico romantico e un po’ desolato della città del Carnevale. Un tavolo nella piazzetta antistante, ai fianchi del sagrato della Chiesa Matrice, con le luci a tinte gialle a illuminare lievemente un’atmosfera incredibilmente naturale. Le pazzesche sequenze di antipasti di Stefano faranno il resto. Un consiglio: fatevi guidare da lui, voi pensate ad altro. Abbinate un vino straordinario, uno di quelli di cui l’osteria va fiera: il Fiano d’Avellino Clos d’Haut di Villa Diamante, un bianco mitico del suo compianto creatore Antoine Gaeta, di cui moglie e figlia oggi continuano la produzione con orgoglio. Poche bottiglie l’anno, anzi pochissime e difficili da trovare per un vino eterno, minerale, profondo. Che bianco quasi non si direbbe.

3 – Salento

“Una vacanza in Salento” continuerà ad essere uno dei must di questa estate. E lì, a Vanze, pochi chilometri all’interno della costa adriatica ad un passo dall’oasi WWF delle Cesine, si trova Lilith, l’osteria-laboratorio della famiglia Tramis ospitata nella rustica eleganza di Masseria Convertini. Un luogo senza tempo, gestito da una delle famiglie col cuore più grande che abbia mai conosciuto. Nonna Carmela, la fondatrice dalle mani d’oro, Claudio e Miriana e i loro figli Giulia e Martina, il genero Matteo. Una squadra fantastica, completa, competente, ospitale. Il meglio della materia prima salentina, interpretata con gusto e senza mai eccedere in creatività senza senso. Vi dimenticherete dell’orologio, del telefono e di qualsiasi altra cosa. L’ascolto sarà rivolto alla compagnia e al frinire dei grilli, nelle calde e ventilate serate salentine. Provate i “ciceri e tria” di chef Matteo e poi ricordateli per tutta la vita. Poi, alla fine, chiedete a Giulia di consigliarvi un dolce fatto da Martina. Papà Claudio potrà solo annuire in segno di approvazione. La loro cantina è una vasta selezione del meglio della Puglia. Di questo periodo, non esiterei nell’ordinare un bianco di Gaetano Morella e Lisa Gilbee, maestri della biodinamica in terra di Primitivo. In base a ciò che ordinerete, fatevi consigliare da Claudio o da Giulia l’etichetta giusta. Persone di cuore, posto del cuore.

4 – Costa

La Puglia è ricca di città grandi e piccole sulla costa, così come è costellata di piccoli locali che propongono street food di qualità, tipico e senza fronzoli. E, spesso, nelle vicinanze vi sono moli e porticcioli, in cui la sera ormeggiate trovano posto barchette e piccoli pescherecci, colorate ed evidentemente rabberciate, nel solco del loro tempo. In questi giorni così caldi, sono forse gli unici luoghi in cui trovare rifugio dal caldo asfissiante, aiutati dal vento che le mura dei moli stessi proteggono a favore dei borghi e delle piazze antistanti. A Bari c’è la frazione a sud di Torre a Mare, ancora più a sud c’è lo splendido porticciolo di Monopoli, dominato dal Castello Carlo V. Ancora più giù, Savelletri e Torre Canne. Andate dove vi porta l’istinto, non sbaglierete. Un pasto semplice consumato seduti sui muretti di un molo, a luce di luna può rivelarsi incredibilmente piacevole, informale, intimo. Unico. Nessun abbinamento, qui la Wine Fidelity si rifà al vostro buon gusto e al vostro istinto. Saprà accompagnare voi, la vostra compagnia e la vostra serata. Vi ritroverete probabilmente alle 3 di notte a chiedervi come sia stato possibile trascorrere tutto quel tempo fermi lì a contemplare mare, cielo, stelle e luna. La risposta è nei vostri sguardi. Giratevi l’uno verso l’altro, dritti negli occhi. Buonanotte.

5 – Aperitivi infiniti

Il massimo sta in ciò che non finisce mai. Quante volte vi è capitato nella vita di essere protagonisti di un aperitivo infinito? Si inizia al tramonto con “una cosa veloce e poi dritti a casa” e si finisce seduti su quel terrazzino, di quel lido, di quel luogo che neanche conoscete. Non vi consiglierò un posto in particolare perché, dal Gargano al Capo, in Puglia ne troverete tanti assolutamente perfetti. Orario di fine: mai. La magia che si compie, i calici che arrivano ora dopo ora e dopo un po’ magari iniziano anche a farsi sentire. Sulle ali della leggerezza, in ascolto continuo e condividendo una tartare di pesce fresco piuttosto che un tagliere di formaggi. Sono occasioni che meritano una bollicina, fresca e solleticante. Un Metodo Classico, of course. In Puglia abbiamo il trio D’Araprì, dalla loro meravigliosa cantina-ipogeo di San Severo, provincia di Foggia. Lì dove lo “Champagne local” si realizza con il Montepulciano e il Bombino bianco. Provate la loro “Riserva Nobile” o la “Cuvee XXI Secolo”, due vini imperdibili, due gusti infiniti. Magari, però, un consiglio sul luogo posso darvelo. Scegliete Trani, lungomare o porto è un po’ come Inter e Milan, ci si divide ma alla fine si è un po’ tutti cugini. E si “vince” sempre.

Ora potreste obiettare su un aspetto importante. “E se tutto questo non dovesse funzionare? E se la scintilla non brucia?”. Beh, uscire con un’altra persona, che ci incuriosisca o no, che ci piaccia o no, che ci faccia battere il cuore o no, non è mica una scienza esatta. L’imponderabile è la bellezza di tutto. E pensate un po’, quante occasioni di conoscere meglio una persona in più avrete, quale migliore occasione per poter coltivare un’amicizia inedita, nuova, che non immaginavate. Per un uomo, poi, un’amica donna, un’amica vera spesso vale più di cento primi appuntamenti. Questa è la Wine Fidelity.

Giovanni Ventrelli

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