Le mamme lavoratrici spesso si trovano ad affrontare questa scelta. Di solito il bivio è fra lasciare i bimbi all’asilo nido o alle cure dei nonni o di una baby sitter. In Italia il coinvolgimento dei nonni è davvero alto, il 30% dei nonni si prendono cura dei nipoti giornalmente, contro il 15% in Germania e il 2% in Svezia e Danimarca. Avere dei nonni dedicati è davvero una fortuna! Ma è anche vero che i bimbi sono molto impegnativi e le energie per spendere tempo di qualità con gli stessi possono non essere sufficienti. Fra gli altri, il Millennium Cohort Study, uno studio di Del Boca del 2014, i bambini che sono stati accuditi dai nonni hanno maggiori capacità nel nominare gli oggetti e peggiori capacità di problem solving e concetti matematici per i quali risulta più utile frequentare un nido.

Gli studi sugli effetti cognitivi del nido rispetto alle cure parentali esclusive o di altri caregiver come i nonni o le baby sitter sono svariati. Anduena Alushaj e Giorgio Tamburlini mettendo insieme le numerose evidenze sul tema hanno mostrato come la maggior parte degli studi sono coerenti nel suggerire che:

  1. Non è la quantità di tempo con la madre o altri tutori che impatta sullo sviluppo del bambino quanto il tempo dedicato alle attività di qualità, cioè quelle che vedono una maggiore interazione tra adulto e bambino.
  2. Le madri più istruite sono più capaci di fornire al bambino input di qualità positivi per il suo sviluppo
  3. La maggiore quantità di tempo delle madri che non lavorano o lavorano part time non si traduce necessariamente in maggiore disponibilità di tempo di qualità passato con il bambino.

I risultati sono abbastanza intuitivi, d’altronde sappiamo bene che è diverso lasciare i bimbi davanti la tv rispetto a giocare con loro. 😊

Ma quindi come regolarsi per l’asilo nido? Cosa ci suggeriscono gli studi sul tema?

Anche in questo caso pare che ciò che faccia la differenza sia la qualità del servizio, e questo non sorprende… In buona sostanza tutti gli studi sul tema evidenziano l’importanza di passare tempo di qualità con i bimbi, che siano i genitori, altri caregiver o le istruttrici degli asili nido. Fra gli altri studi Del Boca e Pasqua evidenziano gli effetti positivi sia sui risultati scolastici (italiano e matematica) che comportamentali (capacità di ascolto, di concentrazione, relazionale, creatività e altre) derivanti dalla frequenza al nido e specificano come questi risultati siano da attribuirsi solo a coloro che frequentano nidi di qualità  e che le capacità cognitive dei bambini dipendono non tanto dalla quantità ma soprattutto dalla qualità del tempo che i bambini trascorrono con gli altri caregiver in sostituzione al tempo speso con la mamma.

Altro tema scottante, quando si parla di nido, riguarda il rischio malattie. In questo caso tutti gli studi sono coerenti nel dimostrare come seppur i bimbi si ammalino molto più frequentemente, questa frequenza vada calando fino ad essere più bassa negli anni successivi rispetto ai bambini rimasti a casa.

Ma quando inserire i bimbi al nido?

 Su questo tema le evidenze sono nebulose. Se non lasciano spazi a dubbi sul fatto che un buon nido possa fare bene dopo l’anno di età, non si ha questa certezza su un inserimento precoce. Stesso discorso vale per le ore di permanenza oltre le 27 settimanali.

Io personalmente ho deciso di mandare Bianca al nido, la trovo interessata a socializzare con altri bimbi e ritengo che un ambiente diverso, regole e situazioni differenti possano essere uno stimolo. D’altronde l’asilo non sostituisce le cure materne ma le completa. Manterrò le ore settimanali di permanenza a 27 come suggeriscono gli studi e come ritengo sia giusto data l’età della bimba.

Per concludere ritengo che una mamma indipendente, felice, economicamente stabile e stimolata sia decisamente più capace di passare del tempo di qualità con i propri figli e assicurare loro un futuro stellare! Il nido aiuta anche in questo, a rendere le mamme indipendenti e a dar loro la possibilità di lavorare con la serenità di aver lasciato i bimbi in un ambiente controllato.

Alla prossima!

Romina

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